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L'ultimo saluto di Ravanusa a Samuele ai suoi Fratelli e alle sue Sorelle - Palermo Oggi

Sicilia

L'ultimo saluto di Ravanusa a Samuele ai suoi Fratelli e alle sue Sorelle

17 Dicembre 2021 17:28, di Laura Spanò
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L'Arcivescovo Damiano: ""Un maggior senso di responsabilità e un controllo più attento forse avrebbero potuto evitare questa tragedia".

E' stato l'arcivescovo

di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, ad avere officiato nel pomeriggio a Ravanusa i funerali di Samuele e delle altre vittime, diventate nell'ora della morte Sorelle e Fratelli del piccolo angelo, che non ha avuto modo di vedere le bellezze di questo mondo. Perchè così come le altre nove vittime di questa tragedia sono state strappate alla vita da una esplosione che come ha sottolineato nel momento dell'omelia, lo stesso Arcivescovo monsignor Alessandro Damiano,"Un maggior senso di responsabilità e un controllo più attento forse avrebbero potuto evitare questa tragedia". Poi ha elencato tutte le vittime fra le quali il bambino mai nato, Samuele. "Uno di noi", dice.

E non passa inosservato per tutta la celebrazione funebre, quel fiocco azzurro sulla bara di Selene Pagliarello, in ricordo di Samuele, il bambino mai nato.

"Dalle otto e mezzo di sabato si è fatto buio - dice nell'omelia il vescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano -. L'esplosione non ha dato scampo. Si è fatto buio nella vita di Samuele, che pur non avendo fatto in tempo a nascere era già uno di noi. Un grembo diventato tomba. Si è fatto buio nelle famiglie che hanno sperato fino all'ultimo nel miracolo e si è fatto buio nella comunità di Ravanusa che ha perso un pezzo di sé e ha perso anche la possibilità di sentirsi al sicuro, con un sottosuolo che si è rivelato pericoloso, con strutture precarie".  E un altro riferimento alla sicurezza: "Si è fatto buio nell’intero paese che ha seguito le fasi di una tragedia che una maggiore responsabilità e un controllo più attento avrebbero forse potuto evitare”. La conclusione: "Ci chiediamo: che senso ha tutto questo. Come voi non ho una risposta ma voglio cercarla".  Fino a pochi minuti prima, poco lontano da qui, i periti erano al lavoro tra le macerie, ancora alla ricerca di tracce per capire l'origine del disastro.

Le vittime

Famiglie intere sterminate. Quella di Calogero Carmina, 59 anni, della moglie Gioachina Calogera Minacori, coetanea,  per tutti era Liliana, del figlio Giuseppe Carmina, 33 anni, papà di due figlioletti. Era andato dal papà per restituirgli l’auto, era sceso in garage a parcheggiare. Anche per questo lui e Calogero sono stati gli ultimi dispersi trovati dai vigili del fuoco.
Questione di minuti, si poteva salvare. Come Selene Pagliarello, l'infermiera che proprio oggi 17 dicembre avrebbe compiuto 30 anni e due giorni fa avrebbe dovuto mettere al mondo con un parto cesareo Samuele. Erano tutti vicini, così li hanno trovati i vigili del fuoco, quando il mondo è venuto giù e una pioggia di macerie li ha seppelliti. Erano tranquilli, seduti sul divano, a godersi quel momento speciale.  Angelo Carmina, 72 anni, e la moglie Maria Crescenza Zagarrio detta Enza, 69, felici per quella visita di figlio e nuora. Tutto cancellato. Resta lo sgomento per la giovane donna che è diventata un po’ la figlia di tutti. 
Ed è entrato nel cuore degli italiani Pietro Carmina, che aveva 68 anni, una vita nella scuola. Trovato morto in un'altro palazzina sventrata con la moglie Carmela Scibetta,  “A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più....”, le scriveva sotto la foto di un compleanno prendendo a prestito le parole di Jovanotti. Lui, il professore di storia e filosofia più amato. "Mordete la vita usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha”, il testamento per i suoi studenti, diventato virale in rete.

Poi la preghiera, toccante l'appello ai governanti a impegnarsi per "garantire la nostra sicurezza".

In piazzale Primo Maggio a fare da cornice dolorosa alle nove bare, delle vittime della strage, disposste davanti al sagrato della Chiesa, i parenti, i familiari, gli amici, la comunità tutta di Ravanusa e con loro il sindaco e i rappresentanti delle Istituzioni politiche e civili, e poi coloro i quali da una settimana hanno lavorato per tentare di salvare quante più vite possibili, i vigili del fuoco. Per il governo di Roma è presente il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini. Con lui il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio. Tanti i sindaci in fascia tricolore vicini al sindaco di Ravanusa Carmelo D'Angelo.

I feretri erano stati portati a spalla dal corteo.

Alla fine della celebrazione funebre, la benedizione della bare. Poi parla il sindaco Carmelo D'Angelo, commosso. Ricorda tutte le vittime, le loro storie. "Non li dimenticheremo", dice.

"Ora la verità"

Sulle cause del disastro sono al lavoro i consulenti della procura e i vigili del fuoco, i tecnici del nucleo investigativo anti-incendio. "Mai vista un'esplosione come questa", ha dichiarato a Repubblica il consulente nominato dalla procura, l'ingegner Antonio Barcellona. S'indaga per disastro e omicidio colposo, il cratere è vasto decine di palazzine e 10mila metri, il conto dei danni milionario. 

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